Le principali cause di nevralgie e mal di denti (urgenze)

Le principali cause di nevralgie e mal di denti (urgenze)

Ricordiamo che le visite periodiche di controllo e la prevenzione riescono quasi sempre ad evitare la possibilità di trovarsi in una delle seguenti situazioni spiacevoli, e che oggigiorno le terapie eseguite al momento giusto risultano pressoché indolori, diversamente da quanto può accadere nelle situazioni di urgenza.

nevralgia e mal di denti

Le cause più frequenti di un improvviso mal di denti sono:

  • CARIE PENETRANTE NELLA POLPA DENTARIA

E’ responsabile del classico mal di denti, o pulpite acuta. Il dolore, nella fase iniziale è acuto, diffuso, non precisamente localizzabile. Soltanto dopo alcuni giorni il dolore tende a localizzarsi sul dente interessato. Il dente responsabile risulterà dolente alla minima percussione e sensibile agli stimoli termici. Caratteristico è l’aumento del dolore in posizione orizzontale, ad esempio di notte.
In questi casi è necessario procedere d’urgenza alla rimozione della carie ed al trattamento pulpare iniziale con sostanze anti-infiammatorie, crestina o simili, in vista di un successivo trattamento canalare completo. Può essere di aiuto anche una terapia antibiotica.

  • TASCA PARODONTALE

In questo caso il dolore è sordo ma continuo e persistente e deriva da infiammazione delle gengive. I denti limitrofi possono risultare dolenti alla percussione e la gengiva interessata risulta dolente al sondaggio. Può esitare in un ascesso parodontale con formazione di pus, in presenza o meno di una fistolizzazione che si manifesta come una pallina bianca in corrispondenza della zona interessata. Anche in questo caso, per il trattamento di urgenza, è necessario abbinare una terapia antibiotica alla terapia strumentale di pulizia e riduzione della tasca.

  • PARODONTITE APICALE

Il dolore deriva da una infezione degli apici radicolari a seguito di una pulpite acuta non precedentemente trattata e quindi cronicizzata, oppure dalla presenza di precedenti trattamenti canalari con perdita o assenza del sigillo apicale. Il dente risulta molto dolente alla percussione e si può determinare la formazione di un’ascesso in presenza o meno di fistolizzazione, evidenziabile come una pallina bianca in corrispondenza della zona colpita. L’intervento d’urgenza prevede, dove possibile, il ritrattamento della terapia canalare, se presente, accompagnato da terapia antibiotica, se in presenza di ascesso. Qualora il ritrattamento non fosse possibile può essere presa in considerazione le terapia di apicectomia oppure sarà necessaria l’estrazione del dente.

  • DISODONTIASI DEI DENTI DEL GIUDIZIO

Il dolore deriva da infiammazione dei tessuti circostanti il dente del giudizio, spesso mal posizionato, per accumulo di placca batterica in zone di difficile o impossibile detersione.
La gengiva attorno al dente risulta dolente al contatto. Il dolore è continuo e persistente e può irradiarsi nella zone limitrofe della faccia. Si può arrivare alla formazione di ascessi con gonfiore delle mucose, della gengiva ed anche delle stazioni linfonodali prossimali. In caso di urgenza la necessaria terapia antibiotica è accompagnata da una detersione della zona infiammata. La terapia definitiva prevede l’estrazione del dente in disodontiasi o, in un minor di casi che lo consente, il semplice scappucciamento mucoso del dente, per consentirne la detersione ed il mantenimento.

  • FRATTURA DEL DENTE

I denti possono fratturarsi per diverse cause, dal trauma occasionale, al sovraccarico occlusale, all’indebolimento della struttura conseguente a precedenti lesioni e/o trattamenti.
Il dolore da frattura è un classico dolore alla pressione, che può impedire il contatto masticatorio, derivante dall’azione “a fisarmonica” esercitata dai capi fratturati durante il contatto, che sollecita in modo doloroso i tessuti circostanti. Per lenire il dolore è necessario eliminare al più presto uno od entrambi i capi della frattura. Se la frattura non è troppo profonda, è ancora possibile il recupero del dente previa terapia canalare e protesica. In caso contrario si rende necessaria l’estrazione di tutto l’elemento fratturato.