I denti raccontano la Storia: immigrazione e schiavitù nella Roma imperiale

I denti raccontano la Storia: immigrazione e schiavitù nella Roma imperiale

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Si dice che tutte le strade portino a Roma: nel periodo dell’Impero Romano ciò doveva essere particolarmente vero, visto che i dintorni più popolosi della città avevano una densità demografica paragonabile a quella attuale di New York. Una fitta rete di strade disseminate per l’Impero permetteva di raggiungere la capitale sia ai migranti in cerca di lavoro ed educazione che agli schiavi destinati a servire le classi più agiate.

Per un archeologo i migranti sono praticamente invisibili, perchè era raro che fossero abbastanza ricchi da permettersi monumenti che testimoniassero da dove venivano. Tuttavia un nuovo studio, pubblicato ieri su PLOS One, utilizza i denti prelevati da scheletri romani per svelare nuovi dettagli sulle migrazioni verso la capitale avvenute tra il I al III secolo D.C.

L’analisi di due isotopi presenti nei molari permette di risalire al regime alimentare, alle malattie contratte in vita e in ultima istanza al luogo di provenienza dello scheletro. Scopriamo così che, nonostante le testimonianze storiche su immigrazione e schiavitù citassero sempre uomini adulti, il flusso di migranti comprendeva anche adolescenti e bambini, di entrambi i sessi, provenienti dal nord Africa e dal nord Italia.

Sono tante le strade aperte dalla bio-archeologia, ma per ora la più interessante è questa possibilità inedita di portare alla luce storie dimenticate dagli storici.

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