Dottore il laser cura le gengive?

“Dottore il laser cura le gengive?”: comunicare ai pazienti nell’epoca delle fake news

Ieri stavo visitando una paziente per un problema di parodontite cronica. Mentre le stavo spiegando le cause e le necessarie terapie la paziente molto cortesemente e con curiosità mi ha chiesto “Dottore ho letto su internet che il laser serve per curare le gengive, lei usa il laser per curarmi?

Ho spiegato alla signora quello che so relativamente all’efficacia clinica dell’utilizzo di laser per la terapia della parodontite, facilitato in questo dalla posizione esplicitamente espressa dalla Società Italiana di Parodontologia sia in sede di letteratura internazionale che in sede di news online.

E’ noto che il laser nulla aggiunge alle consuete procedure di terapia parodontale non chirurgica.

La signora ha ascoltato le mie parole e spontaneamente ha commentato “Allora quello che ho letto su Internet è solo un modo di fare pubblicità!

Purtroppo spesso non è così semplice farsi capire dai pazienti, purtroppo spesso non ci sono prese di posizione così nette da parte di fonti autorevoli che possono essere percepite dai pazienti come credibili. In quei casi la difficoltà principale nello spiegare ad un paziente quanto in realtà può o non può essere fatto clinicamente è nel non essere percepiti come un altro dentista che compete per “accaparrarsi” il paziente.

Nell’epoca delle “fake news” il problema della credibilità di ciò che è scientifico, spesso per sua natura dunque anche impreciso e non definito rispetto alle tipicamente assolute verità pseudoscientifiche è un problema complesso e dibattuto.

Fortunatamente nel piccolo campo odontoiatrico il vantaggio dello stare dalla parte delle migliori evidenze scientifiche disponibili è che spesso si finisce per proporre al paziente meno terapia anziché più terapia: spesso, come giustamente percepito dalla paziente relativamente ai promessi miracoli del laser per la cura della parodontite, chi propone terapie pseudoscientifiche lo fa perché questo garantisce un cospicuo “over treatment“.

Nel campo ad esempio delle complesse e complicate (e non dimostrate) correlazioni tra occlusione e postura può essere davvero difficile far capire ad un paziente affetto da una patologia cronica e alla giusta ricerca di terapia che la temporanea percezione di miglioramento conseguente ad un trattamento può non essere una prova del fatto che quel trattamento funzioni.

Per fortuna è difficile essere percepiti come “a caccia di lavoro” se banalmente si spiega che un trattamento molto complesso indicato come indispensabile per risolvere un problema di bruxismo nella migliore delle ipotesi se fatto a regola d’arte ripristinerà tessuto dentale perso con qualche sostituto artificiale, ma in nessun modo “curerà” un problema di origine non dentale.

A volte pazienti visitati e trattati da carismatici guru esprimono convinzioni estreme rispetto alle quali ogni posizione che anche solo relativizzi correlazioni percepite come assolute verità viene accolta in senso estremamente negativo.

Il rischio di stare dalla parte della migliore evidenza scientifica disponibile è a volte quello di perdere qualche lavoro in più, un rischio che in fondo in un epoca di ben più grandi emergenze ed incertezze si può anche correre.

 

Fonte Carlo Poggio

In un probiotico il segreto per la pillola contro la carie

In un probiotico il segreto per la pillola contro la carie

Si chiama A12 ma non è un’autostrada, bensì un batterio scoperto dai ricercatori dell’Università della Florida che potrebbe rivoluzionare la prevenzione della carie.

Sappiamo che per mantenersi sana la bocca ha bisogno di un ph neutro, mentre un ph acido facilita lo sviluppo della carie e di altre patologie. Altre ricerche hanno mostrato in passato che due composti presenti nel cavo orale, urea e arginina, vengono utilizzati dall’organismo per generare ammoniaca, che neutralizza l’effetto degli acidi.

Tra i batteri presenti nella placca A12 è stato identificato come il responsabile della sintesi dell’arginina. Se ulteriori studi confermeranno che chi possiede in misura maggiore questo batterio risulta meno esposto alla carie, il batterio potrebbe aprire la strada alla formulazione di un trattamento probiotico (resta da vedere se da effettuarsi una tantum o ripetutamente) in grado di ridurre l’esposizione alla carie sin dalla giovane età.

probiotico carie

 

Fonte University of Florida news

Il selfie di Wesley, il cane con l’apparecchio per i denti

Il selfie di Wesley, il cane con l’apparecchio per i denti

Anche i nostri amici a quattro zampe hanno bisogno del dentista, e non solo per carie e tartaro: questo è Wesley, che grazie all’apparecchio ortodontico ora riesce a chiudere completamente la bocca… Ma è sempre pronto a riaprirla per un cheese!
apparecchio denti

I denti raccontano la Storia: immigrazione e schiavitù nella Roma imperiale

I denti raccontano la Storia: immigrazione e schiavitù nella Roma imperiale

denti immigrazione roma

Si dice che tutte le strade portino a Roma: nel periodo dell’Impero Romano ciò doveva essere particolarmente vero, visto che i dintorni più popolosi della città avevano una densità demografica paragonabile a quella attuale di New York. Una fitta rete di strade disseminate per l’Impero permetteva di raggiungere la capitale sia ai migranti in cerca di lavoro ed educazione che agli schiavi destinati a servire le classi più agiate.

Per un archeologo i migranti sono praticamente invisibili, perchè era raro che fossero abbastanza ricchi da permettersi monumenti che testimoniassero da dove venivano. Tuttavia un nuovo studio, pubblicato ieri su PLOS One, utilizza i denti prelevati da scheletri romani per svelare nuovi dettagli sulle migrazioni verso la capitale avvenute tra il I al III secolo D.C. Continue reading

Le principali cause di nevralgie e mal di denti (urgenze)

Le principali cause di nevralgie e mal di denti (urgenze)

Ricordiamo che le visite periodiche di controllo e la prevenzione riescono quasi sempre ad evitare la possibilità di trovarsi in una delle seguenti situazioni spiacevoli, e che oggigiorno le terapie eseguite al momento giusto risultano pressoché indolori, diversamente da quanto può accadere nelle situazioni di urgenza.

nevralgia e mal di denti

Le cause più frequenti di un improvviso mal di denti sono:

  • CARIE PENETRANTE NELLA POLPA DENTARIA

E’ responsabile del classico mal di denti, o pulpite acuta. Il dolore, nella fase iniziale è acuto, diffuso, non precisamente localizzabile. Soltanto dopo alcuni giorni il dolore tende a localizzarsi sul dente interessato. Il dente responsabile risulterà dolente alla minima percussione e sensibile agli stimoli termici. Caratteristico è l’aumento del dolore in posizione orizzontale, ad esempio di notte.
In questi casi è necessario procedere d’urgenza alla rimozione della carie ed al trattamento pulpare iniziale con sostanze anti-infiammatorie, crestina o simili, in vista di un successivo trattamento canalare completo. Può essere di aiuto anche una terapia antibiotica.

  • TASCA PARODONTALE

In questo caso il dolore è sordo ma continuo e persistente e deriva da infiammazione delle gengive. I denti limitrofi possono risultare dolenti alla percussione e la gengiva interessata risulta dolente al sondaggio. Può esitare in un ascesso parodontale con formazione di pus, in presenza o meno di una fistolizzazione che si manifesta come una pallina bianca in corrispondenza della zona interessata. Anche in questo caso, per il trattamento di urgenza, è necessario abbinare una terapia antibiotica alla terapia strumentale di pulizia e riduzione della tasca.

  • PARODONTITE APICALE

Il dolore deriva da una infezione degli apici radicolari a seguito di una pulpite acuta non precedentemente trattata e quindi cronicizzata, oppure dalla presenza di precedenti trattamenti canalari con perdita o assenza del sigillo apicale. Il dente risulta molto dolente alla percussione e si può determinare la formazione di un’ascesso in presenza o meno di fistolizzazione, evidenziabile come una pallina bianca in corrispondenza della zona colpita. L’intervento d’urgenza prevede, dove possibile, il ritrattamento della terapia canalare, se presente, accompagnato da terapia antibiotica, se in presenza di ascesso. Qualora il ritrattamento non fosse possibile può essere presa in considerazione le terapia di apicectomia oppure sarà necessaria l’estrazione del dente.

  • DISODONTIASI DEI DENTI DEL GIUDIZIO

Il dolore deriva da infiammazione dei tessuti circostanti il dente del giudizio, spesso mal posizionato, per accumulo di placca batterica in zone di difficile o impossibile detersione.
La gengiva attorno al dente risulta dolente al contatto. Il dolore è continuo e persistente e può irradiarsi nella zone limitrofe della faccia. Si può arrivare alla formazione di ascessi con gonfiore delle mucose, della gengiva ed anche delle stazioni linfonodali prossimali. In caso di urgenza la necessaria terapia antibiotica è accompagnata da una detersione della zona infiammata. La terapia definitiva prevede l’estrazione del dente in disodontiasi o, in un minor di casi che lo consente, il semplice scappucciamento mucoso del dente, per consentirne la detersione ed il mantenimento.

  • FRATTURA DEL DENTE

I denti possono fratturarsi per diverse cause, dal trauma occasionale, al sovraccarico occlusale, all’indebolimento della struttura conseguente a precedenti lesioni e/o trattamenti.
Il dolore da frattura è un classico dolore alla pressione, che può impedire il contatto masticatorio, derivante dall’azione “a fisarmonica” esercitata dai capi fratturati durante il contatto, che sollecita in modo doloroso i tessuti circostanti. Per lenire il dolore è necessario eliminare al più presto uno od entrambi i capi della frattura. Se la frattura non è troppo profonda, è ancora possibile il recupero del dente previa terapia canalare e protesica. In caso contrario si rende necessaria l’estrazione di tutto l’elemento fratturato.

La salute dentale in Italia: un’infografica con gli ultimi dati Istat

La salute dentale in Italia: un’infografica con gli ultimi dati Istat

Come stanno i denti degli italiani? Quali sono le differenze tra il Nord e il Sud? Come è cambiata la situazione negli ultimi anni?

La risposta nei dati pubblicati da Istat nel 2015 e relativi al 2013, che abbiamo riassunto in un’infografica.

Sbiancamento dei denti

Sbiancamento dei denti

Un sorriso bianco e luminoso è espressione di bellezza e aiuta nelle relazioni donando una sensazione di benessere.

sbiancamento

Lo sbiancamento dentale è una tecnica oggi a disposizione degli Odontoiatri per aumentare la vitalità e la brillantezza del sorriso senza risultare eccessivamente invasivi.
Il colore dei denti può essere modificato da fumo, alcuni cibi e bevande, alcuni farmaci, invecchiamento, igiene orale insufficiente.
Prima delle sedute di sbiancamento sono necessarie sedute di igiene orale professionale per rimuovere tutti i depositi esterni (placca, tartaro, pigmenti vari) e per ricevere istruzioni di igiene orale adeguate al mantenimento del risultato conseguito.
Successivamente si può procedere alla procedura di sbiancamento, che può essere domiciliare e/o professionale.

Nel nostro studio preferiamo il ricorso alla procedura di sbiancamento alla poltrona, che necessita di strumenti specifici (lampade di attivazione) ed esperienza professionale.
Questa tecnica di sbiancamento risulta più efficace, riduce il tempo necessario e consente di monitorare l’andamento delle applicazioni.
L’operatore, odontoiatra o igienista, agisce nel rispetto della salute del paziente, in considerazione delle esigenze personali, diverse da caso a caso.
E’ possibile anche la combinazione di trattamento professionale e domiciliare, in particolare nelle fasi di mantenimento.

I trattamenti sbiancanti posssono differenziarsi per il tipo di principio attivo o per la sua concentrazione.
A volte, il trattamento può essere accompagnato da un certo grado di sensibilità dei denti. Il controllo dell’operatore consente di modulare il trattamento e comunque questo tipo di sensibilità regredisce in breve tempo con opportuni accorgimenti.